Dall’alba al tramonto
L’itinerario è tratto da: Esplorare Firenze "scientificamente". Una serie di itinerari a carattere didattico composto da Lucia Bartolini per gli insegnanti della scuola elementare e media, all'interno del progetto "RIBES" per il Comune di Firenze negli anni '89-'90.
Itinerario n° 1   mappa
Come trascorrere un giorno a Firenze?
Questo itinerario propone di esplorare la città seguendo il corso del Sole e i suoi tanti modi di mostrarsi o scomparire dentro e fuori, di qua e di là, sopra e sotto elementi e individui della complessa struttura della città.
Percorso
Il percorso ha inizio all’alba, ad Est della città, sul Ponte San Niccolò. Attraversa strade, piazze e edifici urbani. Poi sale a punti particolarmente “insolati” e si conclude al tramonto, ad Ovest della città, a Bellosguardo.
Naturalmente tutto è relativo e le sostituzioni di questo inizio di itinerario, come dei suoi punti intermedi e della sua meta, possono essere all’infinito sostituiti da situazioni simili che è possibile rintracciare in infinite altre parti del mondo: il Sole sarà sempre lo stesso, o no?
L’Alba
Come e dove, quanto e quando, il Sole entra in città
Orologi solari già tracciati o da tracciare
Punti di osservazione urbani particolarmente assolati
Altre stelle visibili di giorno
Altri orologi solari
Sole e stelle in un museo
Osservatori astronomici
Il tramonto
L’Alba
Dove iniziare un percorso? Niente di meglio che riferirsi al sorgere del Sole e ricercare, naturalmente verso Est, un particolare punto di avvistamento di una particolare alba:
21 marzo, spalletta del Ponte San Niccolò, spalle alla città e occhi ben aperti, naturalmente alzandosi a notte fonda, con previsioni di cielo sereno.
Dalle colline che sii innalzano dietro l’Arno sorge il primo Sole dell’equinozio di primavera.
Pochi giorni dopo l’alba mostrerà il Sole sempre più spostato verso....?, fino a raggiungere....?
Prova a tornare il 21 giugno e lo scoprirai.
Attenzione! può darsi che ci siano delle difficoltà, anche se il cielo è sereno.
Come mai?
Il 23 settembre il Sole riacquisterà una posizione già conosciuta, poi si sposterà verso....?, fino a raggiungere....?
Prova a tornare il 21 dicembre e lo scoprirai.
Nei giorni seguenti tenderà a riavvicinarsi alla posizione in cui lo hai già visto nascere la prima volta.
Come e dove, quanto e quando, il Sole entra in città
Visto dove, come e quando sorge il Sole, voltiamoci verso la città e cerchiamo di identificare le prime facciate illuminate e quanto già è in movimento, mentre altre parti devono ancora aspettare l’arrivo del Sole e c’è chi ancora dorme.
Seguendo il Lungarno illuminato o quello ancora in ombra si raggiunge il Piazzale degli Uffizi e Piazza Signoria.
Strada facendo una buona colazione potrà ripagarci di tanti sacrifici fatti per essersi alzati ad un’ora insolita.
Orologi solari già tracciati o da tracciare
Ma intanto, che ombra fa?
In Piazza Signoria possiamo trovare differenti orologi solari che ci possono orientare: meridiane piccole e grandi, orizzontali, verticali e perfino tascabili.
Una meridiana verticale è su Palazzo Guiducci (attuale sede del Banco Ambrosiano).
Un grande orologio solare è costituito dall’intera piazza con la Torre di Arnolfo che fa da gnomone.
Lo schema allegato permette di costruire un orologio solare (per la latitudine di Firenze) che montato e orientato secondo istruzioni sarà perfettamente funzionante.
Proseguiamo verso il Duomo.
Dentro la cattedrale entra un particolare fascio di raggi di Sole che illumina una particolare traiettoria: è un grande orologio solare.
Punti di osservazione urbani
Saliti sulla Cupola si trova il Sole pieno che intanto sarà...? piuttosto alto. Girando intorno alla Lanterna c’è chi è ancora in ombra e chi ha già visto il Sole.
Proseguendo per Borgo San Lorenzo si raggiunge la Piazza omonima.
Guardando in alto, fatto ricorrente in questo itinerario, e rivolti verso il borgo, si vedono i terrazzini adorni di piante che circondano l’Osservatorio Ximeniano.
L’Osservatorio fu fondato nel 1756 dal padre gesuita Leonardo Ximenes come piccolo osservatorio astronomico annesso al convento dei gesuiti di San Giovannino.
Nel 1813 ebbero inizio le osservazioni meteorologiche che costituiscono una delle serie più lunghe di rilevazioni continuate in Italia, quanto a:
pressione barometrica
temperatura
venti
tensione di vapore
umidità relativa
precipitazioni
evaporazione
nebulosità
stato del cielo
altre osservazioni di fenomeni atmosferici giornalieri.
Dalla metà dell’800, resa impossibile la prosecuzione delle ricerche astronomiche per le nuove condizioni ambientali legate allo sviluppo urbano (intensità di traffico, illuminazione, inquinamento), fu iniziata la ricerca in una nuova disciplina scientifica: la sismologia.
Previo accordo con il Direttore è possibile visitare l’Osservatorio Ximeniano, le sue dotazioni di preziosi strumenti scientifici, la biblioteca e gli archivi.
Altre stelle visibili di giorno
Entrati nella chiesa di San Lorenzo è possibile vedere addirittura un cielo stellato.
Gli affreschi della volta della navata sinistra riproducono le costellazioni con la posizione delle stelle esattamenta corrispondente al ....?
A tuttora si ignora perché il cielo di questo particolare giorno sia stato così importante da essere attentamente e fedelmente riprodotto nell’affresco della cupola.
Altri orologi solari
Da Piazza San Lorenzo, attraverso Piazza Madonna, Via del Giglio e Via dei Banchi si raggiunge Piazza Santa Maria Novella.
Altri monumenti solari sono inseriti nella facciata della chiesa perfettamente orientata a Sud.
Nella chiesa e nello stemma dell’antico quartiere di Santa Maria Novella compare il Sole, simbolo dei padri domenicani fondatori del convento: riferimento all’iconografia religiosa, per cui il Sole è simbolo dell’Eucaristia e di Dio stesso.
Ma torniamo al Sole terreno e da Via de’ Fossi raggiungiamo i lungarni.
Proprio rispetto al Sole, si possono annotare alcune differenze sulle due diverse sponde. Quali?
Sole e stelle in un museo
A questo punto, dopo aver visto il Sole tra piazze, strade del centro e lungarni si raggiunge Piazza dei Giudici.
# La visita al Museo di Storia della Scienza permette di seguire il corso di tante scoperte fatte intorno al Sole e alle tante stelle che lo circondano di notte e di giorno.
Nel 1930 furono trasferiti in questa sede gli strumenti scientifici prima raccolti nella Tribuna di Galileo, nell’Imperial Museo di Scienze Naturali e Fisica, dove erano stati raccolti a fine settecento, provenienti soprattutto dalle collezioni medicee.
Prima di entrare al Museo annotare bene la posizione del Sole.
Usciti dal Museo si può confrontare la posizione del Sole con quella rilevata entrando e annotare le differenze delle zone d’ombra sugli edifici e sulla piazza.
Mezzogiorno sarà sicuramente passato e sarà ora di pranzo, per cui è consigliabile fare una sosta.
Attraversato l’Arno sul Ponte Vecchio col Sole in fronte si raggiunge Via Guicciardini e da qui Palazzo Pitti e Boboli.
Per rimanere in tema, niente di meglio che pranzare alla Meridiana di Boboli.
Osservatori astronomici
Riposati, ma non troppo, si sale al Forte di Belvedere.
Girando lo sguardo intorno alla palazzina del Forte se ne possono effettivamente vedere di “belle”, anche sul Sole.
Il torrino della Specola, primo Osservatorio Astronomico, annesso alla Tribuna di Galileo dove, nel 1789, furono raccolte le collezioni di strumenti ora al Museo di Storia della Scienza.
La villa di Bellosguardo dove abitò Galileo a partire dal 1617 e dove, impedito a diffondere le scoperte fatte sui movimenti del Sole e della Terra, si dedicò a studi di meccanica, scrivendo il Saggiatore e successivamente il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, in cui trattava dei due sistemi cosmologici, tolemaico e copernicano.
Il nuovo Osservatorio sul Colle di Arcetri, punto più alto in torno alla città, sede degli Istituti Universitari di Astronomia e di un Centro Didattico che organizza corsi per insegnanti e visite guidate per studenti.
Ma non perdiamo di vista il Sole e riprendiamo a seguirlo, verso la direzione che anche lui sta percorrendo, naturalmente verso....?
Attraverso Boboli si raggiunge Porta Romana
Guardiamo bene la posizione del Sole e facciamo un po’ di calcoli per sapere quanto ci resta al tramonto, anche di forze, per non arrivare alla meta, fuori tempo e stremati.
È possibile aiutarsi con l’orologio e con le informazioni segnalate sul giornale circa l’ora del tramonto: è l’appuntamento da non perdere, nel nostro itinerario.
Il tramonto
La meta da raggiungere per osservare il tramonto è l’inizio di Via San Carlo oltre la Piazza di Bellosguardo, accessibile da Porta Romana attraverso via Ugo Foscolo e via Piana, in circa 40 minuti.
Esiste anche un piccolo autobus (ATAF linea 42) che può farci risparmiare il tratto in salita di via Foscolo, fino all’inizio di via Piana; attenzione agli orari!
A questo punto la storia si ripete simile a quella raccontata all’inizio del nostro itinerario.
21 marzo, via San Carlo / Bellosgurdo, spalle alla città e occhi ben aperti, cielo sperabile sereno.
Per il rientro
È possibile proseguire a piedi da Bellosguardo e scendere a Piazza Torquato Tasso lungo la via di Bellosghuardo e Via Villani e da qui proseguire in autobus.
Oppure, per Via San Carlo, si raggiunge Via di Soffiano. Altrimenti si può tornare a prendere il 42 in fondo a via Piana.
In ogni caso accertarsi degli orari dei mezzi pubblici < http://www.ataf.net/>, altrimenti, niente male: lentamente appariranno nuove stelle da continuare a seguire nel loro percorso attraverso infiniti altri itinerari.
 
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